διαφανες - diafano

Museo Marino Marini, Firenze

Mostra a cura di Laura Vecere

Novembre, 2003

Donatella Mei esplora il cangiante mondo quotidiano del suo giardino, registrandone le variazioni attraverso il medium fotografico, ma anche raccogliendo e depositando, sui tavoli dello studio, le enormi foglie secche e accartocciate delle ninfee che si avvolgono in volute scultoree. Dalla convivenza con le cose,dallo stare insieme ad esse, nasce e prende forma un lavoro che si può ancora definire di mimesis della natura. Un mimetismo, in questo caso, non più teso a perseguire una forma compiuta, quanto piuttosto a cogliere la possibilità di rendere il senso stesso del guardare in trasparenza. Una ricerca costante che porta l'artista ad esplorare i materiali sempre più in funzione di una loro sovrapponibilità non opacizzante. A partire dalle riproduzioni xerox, agli acetati, alle gelatine colorate ecc. manipolate con tagli e ricomposizioni, Donatella Mei giunge lontano dalla forma chiusa, pur lasciando inalterata la visione dei processi organici originari, percepibili appunto nella trasparenza. Donatella Mei explores the iridescent daily world of her garden and records its variations through the medium of photography, but also collecting and depositing enormous dry, curled up leaves on the tables of her studio like nymphs wrapped in sculptural spirals. From cohabitation with things, from staying with them, work which one can still define as being mimesis of nature arises and takes form. Camouflage, in this case, no longer aimed at pursuing a finished form so much as grasping the possibility of rendering the very sense of looking in transparency. A constant research which leads the artist to explore materials increasingly as a function of their capacity of being superimposed without dulling. Starting from the Xerox reproductions on acetate and on coloured rhodoid, to wax crayon drawings on polyethylene (PET, PVC, plexiglass) manipulated with cuts and recompositions, Donatella Mei moves far from the closed form, while leaving unchanged the vision of original organic processes perceptible in the transparency.

Laura Vecere 2003