Quotes


Laura Vecere
L'arte della scienza ovvero la scienza dell'arte (La Luna)
The Moon

Il volto nascosto del giardino
The hidden face of the garden

Amnon Barzel
La natura vista attraverso la trasparenza dei polimeri
Nature seen through the delicate transparency of the polymers

Giuliano Serafini
Ipotesi spirituale
Intimations of Spirituality

Patrizia Landi
Artisti in Viaggio 1997

Lara Vinca Masini
Artisti in Viaggio 1998

Carlo Sisi
Reliquiari cosmici
Cosmic reliquaries

Lorenzo Bruni
So quello che hai fatto

La natura vista attraverso la trasparenza dei polimeri

L’utopia poetica di Donatella Mei, basata sul linguaggio visuale della trasparenza delicata dei polimeri (PVC, plexiglas) e degli acetati, nonché sull’uso della tecnologia della luce e sulla xerocopia, è testimonianza di una riconciliazione armonica tra natura e tecnologia, cosa che oggi è la nostra aspirazione quotidiana. Questo viene raggiunto con segni puri che appartengono al mondo delle strutture dell’architettura. Le grandi lotte della seconda metà dell’800, frutto dell’angoscia verso lo sviluppo industriale, rimangono lontano come echi storici. Nella sua creatività Mei ha adottato il prodotto tecnologico come elemento rientrante a pieno diritto nel mondo dell’espressione estetica. Questo come risposta alle preoccupazioni che formulava W. Benjamin per la sparizione dell’aura dell’opera d’arte nell’epoca della riproducibilità tecnica, o come adesione alle teorie di Carl Einstein che nel suo saggio "Fabrication of Fiction " sosteneva la vicinanza tra la creatività artistica e la realtà e complessità degli sviluppi socio-industriali. Nelle opere di Mei si realizza coscientemente la fusione sia di ricordi personali che di storia dell’arte con l’attrazione esercitata dalla trasparenza dei prodotti dei polimeri, una simbiosi tra le emozioni che derivano dalla natura davanti ai suoi occhi, in Toscana, con la libertà di esprimerle, con segni tra astrazione e presentazione indifferentemente su materiali tradizionali o contemporanei. Nel suo "laboratorio di purificazione" c’é un atteggiamento di umiltà verso le forme, siano esse vegetali o supporti polimaterici trasparenti, nelle quali risiede una qualità architettonica rientrante nella tradizione dell’arte italiana del Rinascimento dove il paesaggio, "la natura", faceva sempre parte di una visione architettonica. Molte delle opere di Donatella Mei, dai dipinti e disegni con garza a quelli serigrafati su plexiglas, e soprattutto le piccole sculture in rame, PVC e luce, sono in realtà pensieri-costruzione di monumenti architettonici trasparenti adatti ad essere piantati dentro una piazza di una megalopoli contemporanea. Lo studio dove Mei lavora, al confine tra città e campagna testimonia quotidianamente i passagggi di confine, come sul filo di un rasoio,tra la città che si espande verso il verde e il fascino del verde che non cede, come un legame d’amore tra chi è ormai urbanizzato e il suo bisogno profondo di natura.

Amnon Barzel, 1999